venerdì 1 maggio 2009
Partito Del Letame
venerdì 17 aprile 2009

Ditemi voi se non ha ragione.
"Ma io per il terremoto non do nemmeno un Euro..."
Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo.
So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso.
Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro.
Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.
Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier.
Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.
Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie.
Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto.
Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.
Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese. E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi.
Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella. C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno? Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due.
Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente? Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte.
Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità.
E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.
Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate. Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata.
Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente. Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima? Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.
Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.
Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto. Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi.
E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica.
Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto. Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.
Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura.
E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro.
Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.
E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia. Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso. Come la natura quando muove la terra, d’altronde.
Giacomo Di Girolamo
sabato 28 marzo 2009
giovedì 26 marzo 2009
Mannarino "Me so mbriacato"
Da myspace.com/alessandromannarino
"Da stornellatore moderno e cantautore metropolitano Mannarino compone musiche di confine, eclettiche e contaminate, ispirate ai suoni ed ai volti di una via Casilina globalizzata dove Gabriella Ferri passeggia con Manu Chao e Domenico Modugno va a braccetto con Cesaria Evora. Nei suoi testi, macchiati dai forti toni del surrealismo, si vivono storie oniriche e tragicomiche di pagliacci, ubriachi e zingari innamorati. Partendo dalle sonorità e dai ritmi della musica popolare italiana Mannarino condisce il proprio mondo con elmenti di musica balcanica e gitana, citazioni felliniane e evoluzioni circensi."
venerdì 20 marzo 2009

Con i miei 37 e mezzo di febbre, il naso che sembra un rubinetto e una tosse insistente ( altro che fannulloni, Brunettaaa!!!)...
In realtà avrei voluto starmene a casa.. con il mio pigiamone antistupro, le mie comode ciabattine e lo scialle della nonna...
Ma sono dovuta andare a scuola... E i miei bambini oggi erano più vivaci del solito...mannaggia a loro!!!
Ho contato le ore… i minuti.. i secondi....
E adesso?
Per 2 giorni fatemi godere la mia influenza…
martedì 3 marzo 2009
martedì 24 febbraio 2009
Sbagliata?
In 38 anni di vita non sono riuscita a trovare l'uomo giusto per me..
'C'è tempo' mi sento ripetere spesso.. e vabbuò, ci può anche stare..
Ma ciò che mi fa più rabbia, è che non sono riuscita nemmeno a trovare degli amici....
C'è qualcosa che non va in me... non può essere altrimenti!
giovedì 15 gennaio 2009
Nila = luna

Che fossi lunatica nn vi erano dubbi.. ma nn immaginavo di avere la luna anche nel nome :-)
domenica 11 gennaio 2009
Ricordando De Andrè

Un cantautore che riusciva a mettere tutto in discussione anche parlando d'amore. Farai l'amore per amore, o per avercelo garantito. Continuerai a farti scegliere, o finalmente sceglierai?
Qui di seguito il testo della canzone INVERNO, una delle mie canzoni preferite
martedì 30 dicembre 2008
Buon 2009
giovedì 25 dicembre 2008

domenica 7 dicembre 2008
Caro Babbo Natale...

innanzitutto scusa per la mia non più giovane età.... ma credo che non starai a guardare il pelo nell’uovo.. giusto?
Quest’anno sono stata abbastanza buona….. mi sono limitata a sparare veleno su tutto e su tutti, diciamo che ho imparato a contare sempre fino a 10 prima di offendere qualcuno .. mi potrebbero venire in mente molte più offese...
Del resto.. dicono in giro che anche tu , ogni tanto, ti concedi qualche vizio.
Io non pretenderò regali costosi o impossibili…
Quest’anno quindi nn ti chiederò di essere più figa.. non ti chiederò un conto in banca…e nemmeno di sposare il figlio dello psiconano...
Io vorrei… regali… possibili…
Per prima cosa vorrei eliminare dalla faccia della terra la Gelmini con tutto il cucuzzaro..ma se ti venisse difficile… troverai sicuramente un altro modo per fargli cambiare mestiere.
Poi vorrei che al posto della social card ,ogni politico regalasse le proprie carte di credito a tutti quelli che nn arrivano a fine mese.…
Vorrei che le scuole private pagassero gli insegnanti.. che già hanno la disgrazia di essere precari e in più sono costretti a rinunciare allo stipendio pur di prendere il punteggio..
Vorrei inoltre che facessi un favore ad un amico…( e che non si dica che sono egoista!!!).
E infine …( scusa se ci provo ogni anno) …vorrei.. un uomo… ma di quelli che dicono sempre di SI, e ti chiamano "tesoro" dalla mattina alla sera, ti portano il caffè a letto e nn ti fanno mai mancare nulla…
giovedì 4 dicembre 2008
venerdì 28 novembre 2008
Presentazione video del libro " Il coniglio nella manica"
Questo video è una breve presentazione del libro "Il coniglio nella manica" di Emanuele Guido Bellitti, pubblicato da Il Filo.
Mi scuso con voi se alcune pagine scorrono velocemente e non vi permettono di leggere .. consiglio di fermarle cliccando su pausa e di riavviarle dopo la lettura.
Buona visione
domenica 23 novembre 2008
..il tempo

sabato 22 novembre 2008
venerdì 21 novembre 2008

mercoledì 19 novembre 2008

martedì 18 novembre 2008
sabato 8 novembre 2008
...ma il cielo è sempre più blu

...ma il cielo è sempre più blu...
martedì 30 settembre 2008
Ma si vergogni lei, Gelmini
Da Cobas-Scuola.it - Comunicato Stampa
Ciò che invece si sa è che chi deve vergognarsi è lei, Mariastella Gelmini:
mercoledì 24 settembre 2008
Il coniglio nella manica
titolo: Il coniglio nella manicaautore: Emanuele Guido Bellitti
casa editrice: Il Filo
Per saperne di più sulla trama e su dove è possibile prenotarlo, cliccate sul seguente indirizzo
http://095870570.badoo.com/e279706
Potrete anche interagire con l'autore per rivolgergli delle domande.
giovedì 4 settembre 2008
martedì 26 agosto 2008
lunedì 25 agosto 2008
Gira la ruota!
Ore 11… squilla il telefono!!!La mia amica C. , ultraquarantenne, sposatissima, … mi chiama.
Lo fa ogni settimana, di ogni mese.. di ogni anno.. sempre alla stessa ora.E puntualmente.. mi tiene un’ora attaccata al telefono.
Di che parliamo..?
Di tutto e di più, come la Rai :-) o meglio ancora di cazzate.. ( sempre come la Rai)!!!
La prima mezzora a raccontarmi di lavate, stirate, preparazione colazione,pranzo e cena .. stress e noia..
E poi, puntuale come un orologio svizzero, ogni settimana di ogni mese, di ogni anno.. ecco la solita domanda di rito:
-Novità in campo amoroso?
A nulla vale il tentativo di cambiare argomento… Gira e rigira il coltello nel barattolo della nutella che la domanda rispunta gradita come un brufolo quando stai per andare a un tuo primo appuntamento galante.
Mi arrendo, e autoconvincendomi che single è meglio di fidanzata, gli rispondo puntualmente che sto lavorando per la mia felicità…senza alcuna fretta. La fretta è nemica della perfezione.
Solo che da un po’ di tempo taccio sull’identità del fortunato di turno.. Inutile dire il nome, mestiere ,età.. più che altro per non confonderle le idee, poveretta. Rimango sul vago..
Ricordo infatti quella volta che mi chiese:
- Come va con Marco..?
- Tutto bene.. ieri ho visto i locali dove aprirà a breve un ristorante!
- Un ristorante? Ma non è quello che fino alla settimana scorsa faceva il chirurgo?
- Azz.. Beh… Ehm... Dunque… No, questo è un altro Marco!
La mia vita amorosa è un po’ simile a far la spesa al supermercato.. Tanti prodotti.. ma prima di trovare quello giusto ne devi provare parecchi.. ;-)
C’è chi lo trova subito.. chi si accontenta, chi ne prova parecchi e chi cerca ovunque il pelo nell'uovo…
Sarà che il prodotto giusto per me lo devono ancora inventare… ma più passa il tempo e più la sindrome della zitella permanente fa di me un caso disperato.
E l'amica C. che dispensa a chiunque buoni e saggi consigli finisce tutte le volte la sua lunga telefonata con la solita tranquillizzante nonché inquietante frase
-Tranquilla… La ruota gira per tutti!!!
Allora sarà che la mia ruota gira sempre nello stesso senso in cui gira quella della sfiga...anzi, ci sono giorni che ho come l'impressione che riesce pure ad andare più veloce….
Se fosse possibile comprerei una consonante.. La C di CULO..!
Nella vita non ce n'è mai abbastanza!!! :- )














