venerdì 17 aprile 2009


Pubblico l'articolo di un giornalista siciliano, Giacomo Di Girolamo .
Ditemi voi se non ha ragione.

"Ma io per il terremoto non do nemmeno un Euro..."

Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo.
So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso.
Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro.
Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.
Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier.
Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.
Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie.
Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto.
Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.
Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese. E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi.
Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella. C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno? Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due.
Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente? Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte.
Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità.
E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.
Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate. Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata.
Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente. Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima? Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.
Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.
Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto. Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi.
E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica.
Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto. Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.
Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura.
E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro.
Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.
E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia. Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso. Come la natura quando muove la terra, d’altronde.

Giacomo Di Girolamo

giovedì 26 marzo 2009

Mannarino "Me so mbriacato"

Da myspace.com/alessandromannarino

"Da stornellatore moderno e cantautore metropolitano Mannarino compone musiche di confine, eclettiche e contaminate, ispirate ai suoni ed ai volti di una via Casilina globalizzata dove Gabriella Ferri passeggia con Manu Chao e Domenico Modugno va a braccetto con Cesaria Evora. Nei suoi testi, macchiati dai forti toni del surrealismo, si vivono storie oniriche e tragicomiche di pagliacci, ubriachi e zingari innamorati. Partendo dalle sonorità e dai ritmi della musica popolare italiana Mannarino condisce il proprio mondo con elmenti di musica balcanica e gitana, citazioni felliniane e evoluzioni circensi."

venerdì 20 marzo 2009


Anche oggi sono andata a scuola.
Con i miei 37 e mezzo di febbre, il naso che sembra un rubinetto e una tosse insistente ( altro che fannulloni, Brunettaaa!!!)...
In realtà avrei voluto starmene a casa.. con il mio pigiamone antistupro, le mie comode ciabattine e lo scialle della nonna...
Avrei voluto bere una tazza calda calda di latte e miele… avrei voluto starmene comoda comoda sul divano a guardare un bel film in dvd.
Ma sono dovuta andare a scuola... E i miei bambini oggi erano più vivaci del solito...mannaggia a loro!!!
Ho contato le ore… i minuti.. i secondi....
E adesso?
Guai a chi pronuncia la parola “bambino”.
Per 2 giorni fatemi godere la mia influenza

martedì 3 marzo 2009

Il mondo e' meravigliosamente e talmente privo di senso,
che essere felici non e' fortuna
ma Arte.
(Oscar Wilde)

martedì 24 febbraio 2009

Sbagliata?

Riflettevo tra me e me...
In 38 anni di vita non sono riuscita a trovare l'uomo giusto per me..
'C'è tempo' mi sento ripetere spesso.. e vabbuò, ci può anche stare..
Ma ciò che mi fa più rabbia, è che non sono riuscita nemmeno a trovare degli amici....
C'è qualcosa che non va in me... non può essere altrimenti!

giovedì 15 gennaio 2009

Nila = luna



Oggi... ebbene si, della serie meglio tardi che mai... ho scoperto che Nila... è un nome proprio di persona tipico dell’India... e significa letteralmente ‘Luna’.
Che fossi lunatica nn vi erano dubbi.. ma nn immaginavo di avere la luna anche nel nome :-)

domenica 11 gennaio 2009

Ricordando De Andrè




11 gennaio 1999 - 11 gennaio 2009


10 anni fa, all'età di 59 anni, moriva il grande Fabrizio de Andrè.
Un rivoluzionario, un anarchico, una persona che non amava l'ordine costituito e attaccava il potere. Per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre, coinvolti... Non dire falsa testimonianza, e aiutali a uccidere un uomo. Lo sanno a memoria il diritto divino, e scordano sempre il perdono...
Un cantautore che riusciva a mettere tutto in discussione anche parlando d'amore. Farai l'amore per amore, o per avercelo garantito. Continuerai a farti scegliere, o finalmente sceglierai?

Qui di seguito il testo della canzone INVERNO, una delle mie canzoni preferite


Sale la nebbia sui prati bianchi

come un cipresso nei camposanti

un campanile che non sembra vero

segna il confine fra la terra e il cielo.

Ma tu che vai, ma tu rimani

vedrai la neve se ne andrà domani

rifioriranno le gioie passate

col vento caldo di un'altra estate.

Anche la luce sembra morire

nell'ombra incerta di un divenire

dove anche l'alba

diventa sera

e i volti sembrano teschi di cera.

Ma tu che vai, ma tu rimani

anche la neve morirà domani

l'amore ancora ci passerà vicino

nella stagione del biancospino.

La terra stanca sotto la neve

dorme il silenzio di un sonno greve

l'inverno raccoglie la sua fatica

di mille secoli, da un'alba antica.

Ma tu che stai, perché rimani?

Un altro inverno tornerà domani

cadrà altra neve

a consolare i campi

cadrà altra neve sui camposanti.



martedì 30 dicembre 2008

Buon 2009


A chi mi fa sorridere, arrabbiare,

riflettere e divertire...

A chi torturo, a chi trascuro,

a chi non dimentico, a chi voglio bene...

Ai miei ...amici

A tutti voi

BUON ANNO !!!

giovedì 25 dicembre 2008



Ops.. dimenticavo di dire a Babbo Natale.. tra i tanti desideri.. vorrei ricevere come regalo di Natale anche la scatola in legno delle matite Stabilo Woody 3 in 1... Mi sembra che almeno questo sia realizzabile :-)

Thanks

domenica 7 dicembre 2008

Caro Babbo Natale...





Caro Babbo Natale..
innanzitutto scusa per la mia non più giovane età.... ma credo che non starai a guardare il pelo nell’uovo.. giusto?
Quest’anno sono stata abbastanza buona….. mi sono limitata a sparare veleno su tutto e su tutti, diciamo che ho imparato a contare sempre fino a 10 prima di offendere qualcuno .. mi potrebbero venire in mente molte più offese...
Ho solo commesso qualche piccolo peccatuccio qua e là....ma che nn sto qui a raccontarti…
Del resto.. dicono in giro che anche tu , ogni tanto, ti concedi qualche vizio.
Io non pretenderò regali costosi o impossibili…
Penso che ogni anno ne avrai piene le palle (di natale) con le richieste di pace nel mondo, ferrari e diamanti.
Quest’anno quindi nn ti chiederò di essere più figa.. non ti chiederò un conto in banca…e nemmeno di sposare il figlio dello psiconano...
Ho già capito che anche per te che sei babbo queste sono “mission impossible
Io vorrei… regali… possibili…
Per prima cosa vorrei eliminare dalla faccia della terra la Gelmini con tutto il cucuzzaro..ma se ti venisse difficile… troverai sicuramente un altro modo per fargli cambiare mestiere.
Poi vorrei che al posto della social card ,ogni politico regalasse le proprie carte di credito a tutti quelli che nn arrivano a fine mese.…
Vorrei che le scuole private pagassero gli insegnanti.. che già hanno la disgrazia di essere precari e in più sono costretti a rinunciare allo stipendio pur di prendere il punteggio..
Vorrei inoltre che facessi un favore ad un amico…( e che non si dica che sono egoista!!!).
Fa che possa vendere milioni e milioni di copie del suo libro.. perché lo merita.. e, perché.. a furia di digitare su internet.. per farsi pubblicità… gli sono spuntati i calli alle dita.
E infine …( scusa se ci provo ogni anno) …vorrei.. un uomo… ma di quelli che dicono sempre di SI, e ti chiamano "tesoro" dalla mattina alla sera, ti portano il caffè a letto e nn ti fanno mai mancare nulla…
Semmai nn riesci a esaudire questi desideri.. fa nulla..
Dicono che la felicità bisogna costruirsela da soli…. ma … mi sa che ho perso il foglio delle istruzioni…

Nila

venerdì 28 novembre 2008

Presentazione video del libro " Il coniglio nella manica"

video

Questo video è una breve presentazione del libro "Il coniglio nella manica" di Emanuele Guido Bellitti, pubblicato da Il Filo.

Mi scuso con voi se alcune pagine scorrono velocemente e non vi permettono di leggere .. consiglio di fermarle cliccando su pausa e di riavviarle dopo la lettura.

Buona visione

domenica 23 novembre 2008

..il tempo


-Penso che non potrei citare la frase “recuperare il tempo perduto”, se nel tempo qualcuno non avesse dato la definizione di tempo, al fine di determinare le fasi della nostra esistenza. Senza regole condivise che ne scandiscono il tempo, non ci sarebbe un ieri, un oggi e neppure un domani.
Non esisterebbero passato, presente, futuro, tanto meno i verbi e i tempi che li indicano.
E invece la nostra vita è scandita dal tempo.
Viviamo il tempo della nascita, della crescita, dell’adolescenza, dei primi amori, delle prime delusioni.
Agli stessi vanno aggiunti il tempo della scuola, il tempo dell’attesa e l’attesa del tempo giusto.
Al tempo della gioia segue il tempo del dolore e al tempo dell’azione quello in cui è più saggio fermarsi.
Quando arriva il tempo del matrimonio, ti suggeriscono che è tempo che tu prenda marito o moglie.
Poi sopraggiunge il tempo dei figli, poco dopo arriva quello dei nipoti e infine, quando senti bussare la morte, ti accorgi che il tuo tempo è scaduto.
Commentando sul tempo perduto, qualcuno potrebbe dire: “Peggio per te che sprechi il tuo tempo”.
Qualcun altro potrebbe aver pensato: “Chi mi ripagherà del tempo che mi è rubato? ”. L’ideatore del tempo non si rese conto che subito dopo averlo pensato, giorno dopo giorno, il tempo cominciava a fuggirgli, senza dargli il tempo di riagguantarlo.
Il tempo, purtroppo, concede il tempo di giocar sopra con le parole e niente di più e, per tale ragione, finisco col dire che il nostro è un continuo e inarrestabile perdere tempo...
(Tratto da Il coniglio nella manica di Emanuele G. Bellitti )

sabato 22 novembre 2008


"Godi, amico mio, godi e non giudicare... godi, lascia alla natura la cura di rigirarti a suo piacere e all'Eterno quella di punirti.
Godi della fiamma dell'universo: la sua luce brilla davanti ai tuoi occhi per illuminare i piaceri"
( D.A.F. De Sade)

venerdì 21 novembre 2008


L'erotismo non è soltanto desiderio di un corpo, ma in egual misura anche desiderio di stima.
Il partner che avete conquistato, che vi desidera e vi ama, rappresenta il vostro specchio, la misura di ciò che siete e di ciò che valete.
( Milan Kundera)

mercoledì 19 novembre 2008


Vorrei farti una domanda:
Chi butteresti giù dalla torre?
Me o l’altra?
Ma conosco già la tua risposta.. Butteresti me.

Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci guardi.
A seconda del tipo di sguardo sotto il quale vogliamo vivere, potremmo essere suddivisi in quattro categorie.
La prima categoria desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi [...]
La seconda categoria è composta da quelli che per vivere hanno bisogno dello sguardo di molti occhi a loro conosciuti [...]
C'è poi la terza categoria, la categoria di quelli che hanno bisogno di essere davanti agli occhi della persona amata [...]
E c'è infine una quarta categoria, la più rara, quella di coloro che vivono sotto lo sguardo immaginario di persone assenti.
Sono i sognatori.


( Milan Kundera)






martedì 18 novembre 2008



L'insostenibile leggerezza dell'essere donna!

sabato 8 novembre 2008

...ma il cielo è sempre più blu



il maestro unico, i tagli, le proteste degli studenti, gli scontri in piazza, lo stop ai precari, la recessione, i mutui, le banche, i disoccupati, le classi ponte, il federalismo, gli imbecilli.. la laurea del coglione.. i fannulloni, i licenziamenti, Alitalia, la mignottocrazia
...ma il cielo è sempre più blu...

martedì 30 settembre 2008

Ma si vergogni lei, Gelmini


Da Cobas-Scuola.it - Comunicato Stampa

Con una faccia di bronzo e una volontà manipolatrice degne del suo mentore e (unico) grande sponsor Silvio Berlusconi, Mariastella Gelmini ha definito “vergognosa” la lotta condotta ieri in tantissime scuole contro la sua politica scolastica, i tremendi tagli, il ritorno all’antistorico maestro unico. I docenti e i genitori avrebbero “strumentalizzato” gli allievi, presentandosi con nastri neri in segno di lutto o adesivi contro i tagli, li avrebbero “turbati”, perché “il primo giorno di scuola deve essere giorno di festa”. Che cosa poi ci fosse da festeggiare, davanti al massacro che il governo Berlusconi vuole fare nella scuola pubblica, non si sa proprio.
Ciò che invece si sa è che chi deve vergognarsi è lei, Mariastella Gelmini:
lei che tuona contro il “lassismo introdotto dal ‘68” e contro i docenti del Sud che “regalano titoli di studio” ma che non solo ha dovuto ammettere di essere andata a “raccattare” la sua abilitazione ad avvocato a Reggio Calabria (perché temeva di essere bocciata a casa sua, a Brescia) ma che se ne è addirittura vantata, affermando che non aveva “tempo da perdere”;
lei che cerca di ingannare i cittadini promettendo serietà nella scuola grazie all’introduzione dei grembiulini e del 5 in condotta, come se il cosiddetto “bullismo” temesse le bocciature e non fosse l’emblema più evidente del fallimento cialtronesco di venti anni di tagli e di aziendalizzazione della scuola;
lei che vuole togliere il tempo pieno, il sostegno all’handicap e decine di migliaia di maestri a quei bambini che verrebbero traumatizzati dai nastrini neri e non dai ministri del suo governo che invitano alla caccia al rom e al nero, o dalla melma che esce dalle televisioni del suo mentore Berlusconi;
lei che vuole immiserire licei e medie superiori con l’obiettivo del “popolo bue” drogato di TV; lei che vorrebbe cacciare, dopo che sono stati spremuti come limoni, i precari indirizzandoli a fare le “guide turistiche”.
Si vergogni!!!

mercoledì 24 settembre 2008

Il coniglio nella manica

titolo: Il coniglio nella manica
autore: Emanuele Guido Bellitti
casa editrice: Il Filo


Per saperne di più sulla trama e su dove è possibile prenotarlo, cliccate sul seguente indirizzo

http://095870570.badoo.com/e279706

Potrete anche interagire con l'autore per rivolgergli delle domande.

Rieccomi...

sbadata come sono avevo perso le chiavi del lucchetto...
Temevo di non ritrovarle più, e invece.. ecco che quando una cosa smetti di cercarla , puff, come per incanto, salta fuori. :-)



giovedì 4 settembre 2008


Per un pò di tempo ( un mese, un anno, un secolo???) non aggiornerò il mio blog.

Semplicemente perchè NON NE HO VOGLIA!!!

Un saluto a tutti quelli che (per sbaglio) passeranno da qui!

martedì 26 agosto 2008

Censured

Secondo me colui che ha censurato questa pubblicità
non aveva figli!!!
:-)

lunedì 25 agosto 2008

Gira la ruota!

Ore 11… squilla il telefono!!!
La mia amica C. , ultraquarantenne, sposatissima, … mi chiama.
Lo fa ogni settimana, di ogni mese.. di ogni anno.. sempre alla stessa ora.E puntualmente.. mi tiene un’ora attaccata al telefono.
Di che parliamo..?
Di tutto e di più, come la Rai :-) o meglio ancora di cazzate.. ( sempre come la Rai)!!!
La prima mezzora a raccontarmi di lavate, stirate, preparazione colazione,pranzo e cena .. stress e noia..
E poi, puntuale come un orologio svizzero, ogni settimana di ogni mese, di ogni anno.. ecco la solita domanda di rito:
-Novità in campo amoroso?
A nulla vale il tentativo di cambiare argomento… Gira e rigira il coltello nel barattolo della nutella che la domanda rispunta gradita come un brufolo quando stai per andare a un tuo primo appuntamento galante.
Mi arrendo, e autoconvincendomi che single è meglio di fidanzata, gli rispondo puntualmente che sto lavorando per la mia felicità…senza alcuna fretta. La fretta è nemica della perfezione.
Solo che da un po’ di tempo taccio sull’identità del fortunato di turno.. Inutile dire il nome, mestiere ,età.. più che altro per non confonderle le idee, poveretta. Rimango sul vago..
Ricordo infatti quella volta che mi chiese:
- Come va con Marco..?
- Tutto bene.. ieri ho visto i locali dove aprirà a breve un ristorante!
- Un ristorante? Ma non è quello che fino alla settimana scorsa faceva il chirurgo?
- Azz.. Beh… Ehm... Dunque… No, questo è un altro Marco!
La mia vita amorosa è un po’ simile a far la spesa al supermercato.. Tanti prodotti.. ma prima di trovare quello giusto ne devi provare parecchi.. ;-)
C’è chi lo trova subito.. chi si accontenta, chi ne prova parecchi e chi cerca ovunque il pelo nell'uovo
Sarà che il prodotto giusto per me lo devono ancora inventare… ma più passa il tempo e più la sindrome della zitella permanente fa di me un caso disperato.
E l'amica C. che dispensa a chiunque buoni e saggi consigli finisce tutte le volte la sua lunga telefonata con la solita tranquillizzante nonché inquietante frase
-Tranquilla… La ruota gira per tutti!!!
Allora sarà che la mia ruota gira sempre nello stesso senso in cui gira quella della sfiga...anzi, ci sono giorni che ho come l'impressione che riesce pure ad andare più veloce….
Se fosse possibile comprerei una consonante.. La C di CULO..!
Nella vita non ce n'è mai abbastanza!!! :- )


sabato 23 agosto 2008